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Dopo di Noi

Approvata la legge provinciale

Dopo di Noi

Con l'approvazione delle legge provinciale sul Dopo di Noi si prospettano per le persone con disabilità e le loro famiglie nuovi strumenti che tengono adeguatamente in considerazione l'intero percorso di vita che ogni persona è destinata a compiere. Oggi sottolineiamo una tappa significativa di un percorso costruito grazie al dialogo di più forze politiche con Anffas e con altre realtà del Terzo settore che rappresentano le persone con disabilità e le loro famiglie.

L’approvazione in Parlamento della legge 22 giugno 2016, n. 112, pur senz’altro apprezzabile, lasciava aperte due questioni per noi particolarmente rilevanti. La prima era data dalla circostanza che, sulla base dell’accordo di Milano del 2009, la Provincia autonoma di Trento non concorre alla distribuzione del Fondo nazionale per l'assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. La seconda riguardava la nostra convinzione di dover maggiormente valorizzare a livello provinciale l’esercizio e lo sviluppo di quei livelli di autosufficienza che possono rendere effettivamente innovativa l’implementazione dei progetti di “abitare sociale”. Su entrambe le questioni abbiamo riscontrato ampia e concreta attenzione da parte degli interlocutori politici e istituzionali. A tale proposito, fermo il nostro apprezzamento per tutti i Consiglieri provinciali, e in modo particolare per i membri della IV Commissione legislativa, competente in materia di politiche sociali, il nostro ringraziamento va anzitutto ai proponenti dei tre disegni di legge che sono stati unificati nel testo approvato prima in Commissione e ieri in aula: al Consigliere Walter Viola, primo firmatario del primo ddl depositato, al Consigliere Pietro De Godenz, primo firmatario di una seconda proposta legislativa depositata e all’Assessore alla Salute e alle Politiche sociali Luca Zeni, che ha presentato un terzo disegno di legge quale espressione dell’adesione della Giunta provinciale alle finalità dei primi due e di un conseguente stanziamento di bilancio. Una menzione va anche al Consigliere Marino Simoni, primo firmatario di un disegno di legge sulla figura del caregiver familiare, che è stato a sua volta unificato con le proposte sul “dopo di noi”.

Registriamo assai positivamente come sia ancora possibile, anche in ambito politico, condividere importanti iniziative da assumere per offrire risposte concrete a bisogni sociali emergenti. Il quadro degli interventi previsti dalla legge n. 112 del 2016 è stato contestualizzato, specificato e ampliato, facendo leva sulla competenza legislativa primaria che la Provincia detiene in materia di politiche sociali, in particolare in due direzioni: la promozione del mantenimento dei più elevati livelli di autosufficienza possibili per le persone con disabilità, il riconoscimento – su un piano di sussidiarietà - del ruolo decisivo dei soggetti del Terzo settore e del privato sociale nella costruzione di un sistema integrato di servizi e di opportunità per chi vive una particolare situazione e per i suoi familiari.

Quando parliamo di sostenibilità dei sistemi di welfare, pensiamo a una dimensione che, ancor prima che economica, è antropologica. Prevenire, o ritardare quanto più possibile, l’istituzionalizzazione significa, per noi, occuparci di sostenibilità secondo questa duplice dimensione. Contiamo che questo impegno sia sempre più sostenuto e condiviso, culturalmente e finanziariamente, perché lo consideriamo segno di umanità, di lungimiranza e di buon governo, a partire da quel centro di gravità che si chiama PERSONA.

Luciano Enderle

Trento, 6 giugno 2018